Chi uscirà vincitore dall’urna?

Ebbene sì, continuo la mia disamina personalissima della situazione pre-ballottaggio a Genova. Ieri sera si è svolto un ignobile confronto pubblico fra i due candidati, andato in scena a Palazzo Ducale. Dico ignobile perché la maleducazione politica ha trionfato, trasformando quello che doveva essere un dibattito in una indegna cagnara da stadio.

Parlo però per sentito dire, perché – dato che ho deciso per l’annullamento della scheda – mi sono guardato bene dal partecipare alla iniziativa.

Ho però ascoltato alcuni commenti sul bus e in giro per la strada (a dire la verità molto pochi, visto l’enorme disinteresse e disincanto manifestato dai cittadini) e, al posto dei sostenitori di Crivello, mi preoccuperei. E non poco.

Se prima il problema era solo il PD, adesso anche il candidato sindaco comincia a essere visto in maniera diversa, molto più negativa. Viene ritenuto dalla platea degli elettori incapace di argomentare e di reagire alle provocazioni. Sopratttto, alcune delle sue ultime affermazioni denotano una certa stanchezza e la perdita del senso della misura. Mi riferisco in particolare alla dichiarazione di liberalizzazione della cannabis, tema libertario più che di sinistra, che però ha lo svantaggio di contribuire a spaventare i genitori di ragazzi adolescenti più che di spingere i giovani ad andare a votare. Diciamo pure che è un tema che va affrontato, ma non è un argomento da portare in campagna elettorale. Una seconda dichiarazione che mi è parsa fuori dalle righe, probabilmente ispirata dalla stessa logica che portò Renzi a promettere 80 euro al mese in più ai redditi bassi, è stata quella della promessa di abbonamento dell’autobus a 1 euro al mese per i meno abbienti. Bassa demagogia.

Un altro fatto che dovrebbe suscitare un po’ di preoccupazione nello staff di Crivello è il sostegno che al candidato danno tutti o quasi gli assessori della giunta Doria. Il sindaco uscente, inutile girarci intorno con belle perifrasi, ha purtroppo deluso le fortissime aspettative che c’erano su di lui nel 2012. La gente imputa a lui e ai suoi collaboratori ogni tipo di colpa. Ricevere il sostegno da parte degli ex colleghi di giunta potrebbe essere, per Crivello, un colpo mortale.

La sensazione che ho è quella di un candidato mal consigliato da una eterogenea coalizione costruita in fretta e furia per raccattare più voti possibile da più parti possibile, nervoso, senza più punti di riferimento. Bucci, invece, ha come stratega per la campagna elettoriale il presidente della Regione Toti che ha competenze notevoli dal punto di vista della comunicazione e che è un leader di livello nazionale.

Volete un esempio? Guardate la cartolina postata su Facebook dai sostenitori di Crivello. È di una banalità disarmante. Se vogliono vincere con queste armi spuntate, allora sono messi davvero male.

Certo, a Bucci si può rimproverare una scarsa conoscenza di Genova, visto che ha vissuto all’estero per molti anni, e l’abuso di luoghi comuni e di banalità varie e assortite. Ma i giovani di Genova che Osa non riescono a capire che la forza del candidato della destra non sta nei contenuti, ma nel personaggio. Non proviene dalla politica, ha avuto successo nella vita ed è percepito come un manager che si mette al servizio della città. Vedremo poi quanto riuscirà a essere indipendente dalla volontà dei partiti che lo hanno candidato.

Un altro punto di forza di Bucci è che, se vincesse le elezioni, con la Regione in mano alla destra, Genova verrà riempita di soldi. Questo i genovesi lo sanno, anche se non lo dicono, e qualcuno che pensa di avere delle ricadute positive per se stesso o per la propria categoria sicuramente c’è.

Da ultimo, nel dibattito a Palazzo Ducale, Bucci ha dichiarato che la privatizzazione di AMIU è un crimine contro i genovesi e questo mi lascia ben sperare per il destino dell’azienda. Non ci fosse tutta una serie di “dettagli” collaterali, quasi quasi potrei prendere in considerazione di modificare le mie intenzioni di voto (soprattutto se continueranno a cercare di farmi cambiare idea), visto che questo tema è per me una priorità assoluta.

Mesi fa, nel corso di una riunione, quella in cui Rete a Sinistra si sciolse, dissi (è brutto citarsi, ma quando ci vuole ci vuole) che Crivello era un candidato oggettivamente debole, mentre Bucci era un candidato oggettivamente forte. I fatti, indipendentemente da quelli che saranno i risultati di domenica prossima, mi stanno dando ragione, almeno a sentire i discorsi della gente, che è stanca del modo di fare del PD genovese (per non parlare di quello nazionale). Forse questa cosa Renzi l’ha capita e pare che non si faccia vedere a Genova per sponsorizzare il candidato. Lo stesso PD locale sembra abbastanza assente dalla campagna per il ballottaggio, quasi volesse smarcarsi dalla probabile sconfitta del candidato finora sostenuto. La tattica è chiara: se Crivello vincerà il merito sarà anche e soprattutto del PD; se invece perderà, sarà colpa della sinistra che si è divisa e ha remato contro (stessa storia delle regionali 2015. Pensare di aver sbagliato candidato, invece?). Questo giochion ha funzionato in passato, ma non può durare per sempre.

Zitto zitto, nel frattempo, Bucci si è incassato anche il sostegno ufficiale dei Cinque Stelle:

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