Il risveglio di Uolter

Persino Veltroni se n’è accorto: il PD ha perso la sua identità e, secondo lui, assomiglia alla Margherita. Verrebbe da dire: ma no? Ma come è stato possibile?

L’ingresso degli ex democristiani nel Partito Democratico ha avuto due conseguenze nefaste per il partito che, comunque, ci piaccia o no, ha ancora molti ex comunisti nelle sue file. Sia il PCI che la DC erano due partiti di massa, ma il primo aveva una maggior coesione dal punto di vista ideologico che ne rappresentava, contemporaneamente, il maggior punto di forza e il maggior punto di debolezza. La Democrazia Cristiana, invece, riusciva ad aggregare al suo interno un maggior numero di sensibilità e di posizioni politiche.

Vi erano poi diverse tradizioni e differenti modi di intendere la politica. Per i comunisti, il “Partito” era tutto. L’elettore andava a votare per il Partito, non per i candidati. Nella DC, invece, l’attenzione al singolo candidato era maggiore. Gli elettori della DC erano maggiormente attenti di quelli comunisti al voto di preferenza e, di conseguenza, all’interno del partito democristiano si sviluppò una cultura di gestione del consenso individuale.

Oggi, nel PD, la maggioranza degli iscritti anziani è di provenienza comunista; la maggioranza dei ruoli di comando è invece di provenienza democristiana e la ragione, secondo me, sta proprio nel tentativo di analisi sopra riportata.

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