Il 17 aprile, io ho vinto

Ebbene sì, io sono uno dei vincitori del 17 aprile. Beninteso, si tratta di una vittoria solamente morale, visto che il non raggiungimento del quorum ha fatto sì che il referendum non fosse valido. Inoltre, essendo decisamente schierato a favore del sì, non ho ottenuto il risultato schierato.

Ma sono uno dei vincitori indipendentemente da quello che ho votato.

Infatti, recandomi, insieme ad altri 15.806.787 elettori (dato del Ministero dell’Interno), a votare ho dimostrato la mia indipendenza di giudizio, la mia volontà di essere partecipe dei destini del paese di cui sono cittadino e il mio interesse per le questioni strategiche che lo riguardano. Scusate se è poco.

Sono un vincitore perché ho dimostrato che, se posso godere di un diritto, ne usufruisco e cerco di contrastare con le armi che ho a disposizione una situazione di fatto che non mi soddisfa. Ho lottato e ho perso, ma almeno ho lottato e, per dirla come Che Guevara, “chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”. E ho vinto perché ho testimoniato un riconoscimento a chi ha lottato per garantirmi questo diritto, visto che non è propriamente caduto dal cielo. E solo questo, per me, basta a dare un senso all’attività politica.

Ho vinto perché, nonostante le condizioni fossero avverse, io ci ho provato lo stesso. Non sono rimasto seduto in poltrona a dire che tanto non avrei potuto fare nulla; non mi sono rassegnato a concedere una delega a chi questa delega non l’ha mai avuta (non solo da me, ma da nessuno. Se l’è presa, e basta). Mi sono alzato, mi sono rimboccato le maniche e ci ho provato lo stesso.

Ho vinto perché ho dato una lezione di democrazia a chi questo spirito democratico, per la mia appartenenza politica, ha sempre cercato di non riconoscermelo, sebbene la storia lo abbia sempre smentito. Ho vinto contro tutti i luoghi comuni.

Ho vinto perché ho contribuito a mettere le basi per un più grande successo futuro. Ho vinto perché domani potrò ricominciare una nuova lotta sapendo che potrò partire da un determinato punto di partenza.

Ho vinto perché sono ancora in grado di sognare e, se sogno, finché riuscirò a farlo, sono un uomo giovane.

E poi, lasciatemelo proprio dire, ho vinto perché ho messo a nudo il re, ho dimostrato la sua meschinità, il suo egocentrismo e la sua arroganza, la sua incapacità politica di rappresentare gli interessi del paese e il suo disprezzo nei confronti della democrazia.

Può sembrare che oggi io abbia perso, ma domani passerò sotto l’arco di trionfo. Il fiume c’è, la sedia me la sono procurata comoda, devo soltanto sedermi sulla riva del fiume, possibilmente non inquinato.

Updated: 20 Aprile 2016 — 10:22

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