Febbraio 2016

29 febbraio 2016

Lo Stato ha bisogno di soldi. Che novità, un vero e proprio scoop. Questa mattina ho fatto visita all’Agenzia delle Entrate e ho dovuto constatare di dover pagare (cifra non altissima) perché la mia partita IVA è stata inattiva e ho omesso di fare le dichiarazioni a zero euro. Conviene versare la quota ridotta, altrimenti scatterebbe una multa e un eventuale accertamento induttivo con annessi e connessi.  Pagando, invece, si usufruisce di una sanatoria.

Alcune considerazioni, però, mi sento di farle. È vero, bisogna dichiarare anche se non si fanno fatture o si deve scaricare qualcosa. Ma fare una dichiarazione a “zero” è un assurdo dal punto di vista logico, che non può trovare altra spiegazione se non nel fatto che lo Stato non si fida dei suoi contribuenti (forse a ragione…). Devi andare in posta o in banca, fare la coda e causarne a tua volta ulteriore – perché quei cinque minuti dedicati a perfezionare la tua pratica comunque devono essere impiegati – per presentare un modulo che dichiara che tu non hai percepito IVA. Per una persona sola è un discorso del tutto ininfluente sull’organizzazione del lavoro altrui, ma su un milione di persone nella stessa condizione?

25 febbraio 2016

Con oggi si comincia di nuovo a fare sul serio. Intanto, ma questa è una questione personale, siamo finalmente riusciti a costituire la nuova società. Dal punto di vista politico c’è stata la riunione del comitato per la democrazia costituzionale di Genova e ci siamo messi d’accordo sulle questioni operative. Conoscendo la situazione della sinistra genovese, mi sembra un buon punto di partenza. Sarà una battaglia molto dura, ma almeno siamo in campo. E viva Raimondo Ricci, alla cui memoria abbiamo deciso di dedicare i nostri sforzi.

24 febbraio 2016

Ieri sera discussione via mail sulla proposta di Lidia Menapace di organizzare una sorta di 2 giugno festaiolo per sensibilizzare la gente sulle ragioni del NO. Proposta da rigettare perché parte da alcuni presupposti, tutti sbagliati. La Menapace vuole far andare molta gente a votare per raggiungere il quorum. Peccato però che a un referendum confermativo il quorum non è richiesto. Di lì a caduta la proposta, che però ha il grave difetto di creare confusione. E di confusione in questo momento non abbiamo certo bisogno.

Qualcosina in proposito ho scritto anch’io qui.

21 febbraio 2016

Fatti due calcoli, mancano meno di due mesi al referendum contro le trivellazioni, quello voluto dalle regioni. Cosa si può fare per promuovere l’idea che le trivellazioni non servono? Ci sarebbe bisogno di un comitato che distribuisse materiale, che cercasse di far parlare di sé giornali e televisioni; insomma, ci vorrebbe qualcosa o qualcuno che provasse a far sì che a questo referendum vadano a votare qualcuno in più dei proverbiali quattro gatti.

Fra l’altro, l’argomento è complesso; non è propriamente un tema da referendum. Sarebbe più adatto a un dibattito parlamentare, ma non abbiamo un vero e proprio Parlamento. Questi sono solo dei passacarte del governo.

19 febbraio 2016

Altra giornata tranquilla, così ho potuto dedicare un po’ di tempo allo sviluppo del sito Rete a Sinistra Levante Medio Levante. È ancora ben distante dall’avere una sua fisionomia, manca quasi tutta la parte grafica, ma credo sia un buon inizio.

Certo, bisognerebbe riuscire a trovare un po’ di tempo per riflettere e fare un po’ di chiarezza fra le tante idee, ma il tempo disponibile è veramente poco (non mi riferisco solo al sito di cui sopra, ma a tante altre questioni). Vedremo: se riuscirò ad avere un week end produttivo, cercherò di fare un po’ di chiarezza sul progetto di Varoufakis.

18 febbraio 2016

Oggi e ieri giornate tranquille dal punto di vista politico. Per me.

Domani ci sarà da prendere una decisione. Il Partito Democratico della zona organizza un incontro con gli operai della Kavo, quelli che si sono trovati la fabbrica traslocata in Germania e poi in Polonia in una notte. Come iniziativa, è un’iniziativa di altri, quindi sarebbe il caso di non partecipare. Ma vuoi mettere il gusto di vedere come se la cavano dopo che quello che è successo è conseguenza dell’abrogazione dell’articolo 18 voluta dal governo Renzi?

Deciderò all’ultimo, come al solito.

15 febbraio 2016

Sabato assemblea di Rete a Sinistra. L’ordine del giorno prevedeva la discussione sullo statuto, anche se prima abbiamo a lungo analizzato i risultati del questionario che era stato fatto circolare tempo addietro e parlato di questioni generali.

Statuto: ci saranno grossi problemi per farlo accettare così com’è dal mio partito, ma se vogliamo sopravvivere la strada è quella.

Solita accusa di far parte della vecchia politica, cui ormai ho fatto il callo. Peccato che, e l’ho fatto notare fra le righe, senza la vecchia politica questo mondo virtuoso e mitico di cittadini e associazioni (del quale peraltro faccio parte pure io) non sarebbe nemmeno riuscito a candidarsi alle elezioni. Ovvio che le organizzazioni dovranno rinnovarsi, e molto, ma questo è un altro discorso.

Una riflessione più approfondita dovrà essere fatta sul metodo della condivisione, che secondo me in politica non funziona, o meglio funziona quando non c’è nulla di urgente da decidere. Invece… molti interventi a mettere l’accento sulla necessità di condividere, condividere, condividere…

Oggi pomeriggio, bella riunione per la costituzione anche a Genova del comitato per dire NO alle modifiche della Costituzione. Vedremo se saremo capaci di ottenere tutti gli obiettivi che ci siamo prefissi. La sala era calda e non solo per il termosifone sparato a mille.

12 febbraio 2016

Nel tardo pomeriggio riunione indetta dagli ex SEL (ora Sinistra Italiana) per discutere sulle modalità di creazione del nuovo soggetto politico, al quale non aderirò. Qualcuno di quelli che ha parlato ha detto che si trovano in una fase di transizione. Ecco, appunto, lasciatevi consigliare… io nella fase di transizione ci sono da più di un anno e non se ne vede ancora la fine. È l’incubo di tutti quelli che si interessano di politica: non sai cosa dire, sei completamente avviluppato in problemi organizzativi che non puoi risolvere perché non hai sufficienti informazioni.

Comincio anche a pensare che presto ci sarà il nostro congresso. Cosa dirò nella relazione introduttiva? Di sicuro dovrò sforzarmi di essere un motivatore. In questo l’esperienza professionale dovrebbe essermi d’aiuto.

Prima o poi dovrò decidermi a mettere mano a tutti gli appunti che ho preso in quest’ultimo anno e mezzo: l’avventura di Rete a Sinistra, incontri, convegni, dibattiti. Insomma, qualche cosa di interessante l’avremo pur detto in tutto questo tempo!

Vado a dormire con la consapevolezza che domani scoprirò, per l’ennesima volta, di essere obsoleto. D’altra parte, mettere al centro della propria attività politica un tema come quello del lavoro… insomma, roba del secolo scorso!

11 febbraio 2016

Da oggi si inizia a fare sul serio sul territorio, con il territorio e per il territorio. È una nuova fase della mia militanza politica o soltanto uno sbocco obbligato di quello che finora ho fatto, oppure, ancora, un passaggio transitorio? Vedremo.

Per il momento si comincia con la volontà di organizzare un coordinamento territoriale per la Rete a Sinistra nel Municipio Medio Levante e in quello Levante. C’è bisogno di unire le forze dei cittadini, quelli attivi e quelli che si potrebbero attivare, con i rappresentanti istituzionali. C’è anche bisogno, tanto bisogno, di proposte concrete per evitare che ci sia il solito discorso di una sinistra che non agisce perché è in maggioranza e non si deve disturbare il manovratore.

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