Aprile 2017

29 aprile

Quello che domani si concluderà è stato un mese caratterizzato da molte scelte.

Sul piano politico bisognava tenere duro sulla scelta di dare un appoggio esterno a Putti. Dal punto di vista professionale, invece, era necessario decidere se continuare a tenere in vita l’associazione o chiuderla e, se si decideva di tenerla in vita in quale forma? Per il momento si è deciso di tenerla in vita almeno fino al momento della fine di tutti i pagamenti che sarà ancora necessario effettuare, poi vedremo.

Si intensifica sempre di più, inoltre, il mio rapporto con la Federazione Italiana Escursionismo e sto scrivendo molti contributi che metto sul loro sito per incrementare il numero di notizie.

14 aprile

Mentre le cose da fare sono sempre di più, il tempo è sempre meno. E anche dal punto di vista delle energie non siamo messi mica tanto bene…

Finalmente abbiamo preso la decisione definitiva sulla linea da tenere alle amministrative 2017. Appoggeremo la candidatura di Paolo Putti a sindaco di Genova, ma dall’esterno. Non metteremo vincoli ma non proporremo neppure dei candidati di “bandiera!. Questa scelta è determinata da due fattori: la volontà di provare a costruire un quarto polo politico e quella di non partecipare a liste che siano rigidamente civiche, cioè senza una chiara connotazione politica.

Ma per fortuna adesso ho cinque giorni da dedicare alle mie cose, senza impegni lavorativi né politici. Forse è proprio quello di cui ho bisogno per ritemprare le forze.

9 aprile

Nell’ultimo aggiornamento di questo diario avevo annunciato che avevo finalmente partorito un’idea per quanto riguardava la candidatura a sindaco per la sinistra genovese. Bene, tutto il castello di carte è crollato, Rete a Sinistra si è sciolta e c’è il rischio che si debba andare per carte bollate, chi avevo in mente di proporre ha fatto altre scelte, ecc. ecc.

Ora si tratta di ricominciare, con ostinazione, caparbietà o, se proprio vogliamo essere sinceri fino in fondo, con quella vena di masochismo che contraddistingue tutti coloro che hanno scelto di militare nei partiti della sinistra dallo scioglimento del PCI in poi. Tutte le mattine, davanti allo specchio, mi pongo le domande: “Ma chi te l’ha fatto fare? Ma ne hai ancora voglia?”. Mi rispondo, o almeno ci provo, che tutto sommato non va poi così male, che la militanza politica è comunque un valore in sé e che ho la fortuna di avere il tempo e forse le capacità per poterlo fare.

Coerentemente, questa sera (domenica, ci sarebbero mille altre cose da fare…) andrò a una riunione per vedere se, finalmente, ci fossero i presupposti per costruire il benedetto Quarto Polo, ovvero una coalizione di forze di sinistra in grado di ottenere un risultato elettorale che non sia solo di pura testimonianza.

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