Aprile 2016

28 aprile 2016

Mi accorgo adesso che non ho scritto nulla a proposito di come è andata la celebrazione del 25 aprile. O meglio, avevo cominciato a scrivere qualcosa, ma stava diventando un testo lungo e ho dovuto interrompere. Devo ricordarmi di riprenderlo e concluderlo.

Oggi pomeriggio c’è stato l’atteso Consiglio municipale aperto alla cittadinanza sulla questione della Casa della Salute a Quarto. Purtroppo non ho potuto rimanere fino alla fine e mi sono sicuramente perso qualche intervento. Gli interventi di ASL e Comune, che ho sentito, avrebbero dovuto, nelle intenzioni, essere rassicuranti. Se l’obiettivo era quello, non sono riusciti a raggiungerlo, né con me né con quelli con cui ho parlato. La sensazione è che si vada incontro a un caos totale perché gli altri due attori in gioco, ovvero Arte e Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare, da tempo non si fanno sentire e nessuno sa esattamente cosa intendano fare. Staremo a vedere.

24 aprile 2016

Domani è il 25 aprile. Sarà un giorno diverso perché non ci limiteremo al doveroso ricordo e ringraziamento per i Partigiani, ma sarà un giorno di lotta politica concreta. Ieri, provando a scriverne per il sito del Partito, l’ho definito “un 25 aprile speciale“. Lo so, per il titolo potevo fare di meglio…

Oggi ho cercato, invece, di dedicare un po’ di tempo a riflettere sulla questione dello sversamento del petrolio dall’oleodotto IPLOM nel Polcevera. La situazione è molto complicata e più che un articolo sta venendo fuori un saggetto noiosissimo. Meno male che in serata ho letto un bel post di Antonio Gibelli, storico contemporaneo e consigliere della Lista Doria, che parla di un aspetto importante: quello del ruolo dei politici nella gestione della crisi e di come alcuni di loro sappiano distogliere l’attenzione dai veri problemi creando falsi bersagli. Il presidente della Liguria Toti, in assenza di informazioni in merito alla vicenda – e soprattutto non volendo o potendo decidere nulla – è riuscito nell’intento di creare un falso bersaglio, dirottando la giusta ira della gente del luogo verso “vittime” innocenti. L’articolo si intitola “Le battute di Toti non fermano il petrolio” e lo riporto qui per tenerne una traccia. Può sempre tornare utile.

22 aprile 2016

Misteri della medicina. Il prossimo che dice che è una scienza esatta, lo sbrano. Questa mattina, consueta visita del martedì e oggi tutto bene. Lo stesso medico che la settimana scorsa mi aveva detto che l’operazione di innesto era fallita e che ci sarebbe stato bisogno di intervenire in altro modo, oggi mi ha detto che invece è ottimista. Sembra che, con difficoltà, lentamente, il mio corpo stia finalmente iniziando a reagire.

Peccato solo che, specialmente alla sera, faccia ancora un gran male…

Questa sera ho rimesso mano al mio lavoro sui Quaderni del Carcere di Antonio Gramsci, visto che il Parlamento ieri ha votato per conferire alla Casa Museo Gramsci di Ghilarza lo stato di monumento nazionale. Al di là di tutte le polemiche che ci sono state, mi sembra che questo riconoscimento dovrebbe farci riflettere su come noi italiani riusciamo a farci male da soli. Gramsci viene universalmente riconosciuto come uno degli intellettuali di riferimento del Novecento e da noi c’è ancora chi non lo conosce. Certo, Gramsci era comunista, era un intellettuale, era un politico e queste tre categorie – che spesso sono andate di pari passo – oggi sono in crisi.

20 aprile 2016

Giorni tutto sommato intensi. Sabato, assemblea annuale della Federazione Italiana Escursionismo (bello iscriversi alla FIE quando praticamente non si può camminare!), dove mi avevano chiesto di illustrare i lavori che ho fatto per il rifacimento del loro sito (www.fieitalia.com). Clima molto amichevole e alla mano, come piace a me. Poi di corsa al seggio elettorale, dove dovevo presentarmi per le operazioni preliminari, visto che ero scrutatore.

Domenica, la menata pazzesca, perché stare ai seggi, specie quando l’affluenza è bassa, è di una noia mortale. Che senso ha poi, scrutinare le schede quando si sa che il quorum non è stato raggiunto? Votare in un giorno solo non ha senso politicamente e neanche organizzativamente, visto che, se si fosse realmente voluto diminuire il costo della consultazione, la si sarebbe potuta tranquillamente accorpare alle amministrative. Naturalmente la risposta è data dal fatto che non si voleva che la gente andasse a votare e questo è fin troppo evidente.

Lunedì pomeriggio riunione del Coordinamento per Quarto, dove abbiamo discusso il programma per il prossimo Quarto Pianeta che si terrà fra il 30 giugno e il 2 luglio.

Infine, martedì, dopo l’ennesima visita all’ospedale, giornata dedicata al lavoro e alla politica (prima o poi dovrò affrontare la domanda: ma chi me lo fa fare? Il fatto è che ho paura della risposta…). C’era infatti il Consiglio direttivo di Rete a Sinistra, dove avevamo da discutere la questione della privatizzazione del servizio pubblico locale extraurbano. Forse una soluzione per conservare la proprietà pubblica siamo riusciti a trovarla e oggi partiranno i comunicati stampa.

15 aprile 2016

Questa mattina, visita a San Martino. Brutte notizie. L’innesto di pelle non ha attecchito e quindi si prospetta un periodo di qualche mese di continue visite e medicazioni. Non facesse male, poco importerebbe, ormai ci sono abituato. Quello che più mi preoccupa è dover riprendere ad andare a farmi medicare, con annesse code e perdite di tempo, ogni due giorni. In questo modo risulta anche difficile pianificare una qualsiasi attività, sia essa di lavoro che politica.

14 aprile 2016

Ne vengo da due giorni di intenso lavoro sui miei siti. Credo che comincino ad acquisire una veste grafica e una struttura ben definita. Naturalmente, ogni sito deve essere inteso come un work in progress ed è anche possibile ogni tanto cambiare qualcosa. Mi sto riferendo in particolare a informadanza.com e a fieitalia.com, quelli cui sto dedicando più tempo e sui quali ho lavorato più intensamente dal punto di vista tecnico.

Oggi mi riprometto di rimettere mano al sito dell’Associazione di Promozione Sociale “Altra Società” che ho un po’ trascurato, per diverse ragioni.

Visto che sono in fase di dichiarazione di intenti, sarà anche il caso che mi decida a scrivere la storia del processo che ha portato alla costituzione, qui in Liguria, di Rete a Sinistra, quello che è il punto finora più avanzato di unificazione della sinistra. Sebbene il mio sia un punto di vista particolaristico (dato che non posso entrare nella testa degli altri), forse mettere mano a un lavoro di questo genere può essere di ispirazione per altre realtà territoriali. In ogni caso potrebbe essere di aiuto per il mio partito, visto che non tutte le sue componenti hanno compreso quello che di realmente innovativo è accaduto nella sinistra ligure.

13 aprile 2016

È destino che in questa prima metà del mese io scriva poco. Intanto perché ci sono poche novità da ricordare, poi perché il tempo disponibile preferisco impiegarlo per cercare di raccogliere quanto più materiale possibile in vista delle campagne referendarie.

Ieri mi hanno tolto i punti e sembra che la situazione volga al meglio, o almeno così dicono i medici, anche se la completa guarigione (se mai ci sarà) è ancora lontana da venire. Stringiamo i denti e tiriamo innanzi.

Sul fronte politico, da segnalare soltanto che siamo in piano marasma organizzativo. Servono truppe cammellate, non generali. Almeno in questo, l’aver fatto il militare mi aiuta e molto. Non so se so fare il generale, ma il soldatino esecutore sì. Il fatto è che questi non se ne rendono conto. Neanche loro sono in grado di fare i generali, ma non sono capaci neanche di fare i soldatini obbedienti. Questo avrà delle ripercussioni enormi sull’andamento delle campagne, mi auguro non in termini di raccolta delle firme, ma in termini di utilizzo razionale delle poche energie disponibili.

8 aprile 2016

Da qualche giorno non scrivo. Ovvio, è difficile avere qualcosa da dire se si è in convalescenza e praticamente bloccati a letto. Questa mattina visita all’ospedale. Il chirurgo mi ha tolto la medicazione e si è dichiarato abbastanza soddisfatto dell’esito dell’intervento, almeno per il momento. Da domani si riprende, seppure con un po’ di prudenza, a camminare per tratti che non siano camera da letto-bagno, camera da letto-cucina a poco di più.

Sul piano politico l’unica vera novità è che finalmente andremo a congresso e si fonderà il nuovo partito. I tempi sono strettissimi (forse persino troppo) e sarà molto difficile fare un lavoro ben fatto. Ci verranno dati pochi giorni per organizzare tutto. Dalla settimana prossima sarà il caso che mi organizzi per richiedere una sala e, sulla base della disponibilità della sala stabilire la data, non viceversa.

1 aprile 2016

Di ritorno a casa dopo l’operazione. Per il momento tutto bene, anche se dovrò dar fondo a più pazienza di quanta ne avessi preventivata.

Ma non voglio parlare di me, voglio fare alcune considerazioni di carattere più generale sulla sanità pubblica, perché è doveroso fare un ringraziamento al personale che ci mette una professionalità, ma soprattutto una cortesia e una tranquillità notevole. E chiunque sia stato degente per qualche giorno in un qualsiasi ospedale vede cose che normalmente preferisce rimuovere. Se privatizzassero strutture come il San Martino di Genova assisteremmo a un’analoga cortesia? O avremmo una maggiore attenzione per il pubblico pagante e una minore per quello assistito pubblicamente? Questo credo sia il quesito principale su cui si dovrebbe riflettere, senza cadere nella trappola dell’efficienza e della riduzione dei costi.

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