Un percorso difficile ma necessario alla scoperta dell’economia

Poco più di un anno fa, avevo pubblicato su questo blog un post che si riferiva a una collana di economia allora apparsa in edicola (Le sfide dell’economia in un mondo globalizzato). Allora mi ripromettevo di prendere spunto da quei volumetti (ognuno di 146 pagine) per parlare di temi economici. Questo post vuole essere una sorta di cappello introduttivo a questo lavoro che mi accingo a fare, come sempre, nei ritagli di tempo, ora che ho tutti i volumi pubblicati. Non so quanto ci vorrà a finire, ma devo fare un po’ di sintesi e allora – mi sono detto – tanto vale farla pubblicamente e metterla a disposizione.

Non solo la materia è – se vogliamo – la “mia” materia (anche se poi ho fatto mille mestieri, in fin dei conti quella è la mia formazione principale), ma è anche un tema con il quale dobbiamo fare i conti quotidianamente e sul quale è necessario riflettere perché vengono dette molte imprecisioni o addirittura falsità e perché è una serie di dogmi, fortemente ideologici, sono diventati luogo comune; uno per tutti è quello dei lavoratori che ringraziano il datore di lavoro perché gli dà da vivere, tanto da giungere a maturare veri e propri sensi di colpa quando vengono licenziati o demansionati.

La collana di cui sopra ha il pregio di essere divulgativa. Chiunque avesse avuto la pazienza di acquistarla e leggerla si sarebbe trovato di fronte a un quadro piuttosto completo dei problemi economici dei giorni nostri. Ovviamente, ma non credo potesse essere altrimenti, nel quadro della quarantina di volumi pubblicati, ci sono ripetizioni e spesso lo stesso tema viene affrontato più volte. Altrettanto ovviamente, trattandosi di un’opera divulgativa, l’approfondimento è solo parziale, ma almeno ci è stata risparmiata tutta la parte matematica che tanto piace agli economisti moderni.

Oltre al quadro generale fornito da questa collana, ci sono poi alcuni argomenti di cui credo sia necessario iniziare a discutere. Il primo, quello per me più importante, è quale ruolo avrà la Cina nel prossimo futuro. In secondo luogo, sempre a proposito del Celeste Impero, possiamo ancora considerare comunista la sua struttura o ha ragione chi considera il Paese più popoloso al mondo ormai passato sul fronte del capitalismo?

All’ordine del giorno troviamo anche la questione dei migranti. Sono una risorsa economica o sono una minaccia? Si possono arrestare questi flussi, anche alla luce del grande cambiamento climatico in atto? È possibile una convivenza pacifica all’interno dell’Europa o il nostro continente si chiuderà al mondo esterno?

Le domande sono molte e non credo di avere tutte le risposte, ma so che devo iniziare a cercarle. Sarà un lavoro lungo e soprattutto difficile, ma in vita mia non ho mai cercato la strada più comoda (se così fosse stato sarei ancora impiegato in una qualche azienda dell’hinterland milanese). e soprattutto non ho mai smesso di cercare. Che cosa non lo so, ma in fin dei conti è proprio questo lo scopo ultimo di una ricerca. O no?

Updated: 8 ottobre 2017 — 11:44

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