Povera Francia, siamo quasi messi meglio noi

Lo ammetto. Nel post di ieri mi sono lasciato trascinare dalla speranza di una rimonta di Mélenchon sui sondaggi.

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Mélenchon ha vinto nei due dipartimenti contrassegnati in rosso

Eppure, nonostante la sconfitta, il risultato è stato lusinghiero, e non è un modo di dire “all’italiana”. Mélenchon ha preso circa tre milioni di voti in più rispetto alle scorse elezioni (quando si classificò quarto come oggi, ma con uno scarto assai maggiore), ma soprattutto – a quanto mi dicono – a sfondato fra i giovani. E questo è veramente un bel segnale. Mélenchon ha vinto nell’Ariège e in Dordogna e, se mai dovessi decidere di fare le vacanze in Francia nei prossimi cinque anni, almeno ho un paio di posti da visitare.

Il ballottaggio, sulla carta, sembra segnato a favore di Macron il quale, fra l’altro, già ieri sera a scrutini ancora in corso, già teneva discorsi da presidente. La gran parte dei partiti istituzionali si è affrettata a far sapere che al secondo turno voterà per lui, ma il popolo? Dove sta la pancia del popolo francese? Certo è che se le contraddizioni interne al Partito socialista francese si fossero risolte prima, una possibile unione dell’elettorato di Mélenchon con quello di Hamon ci porterebbe a parlare di ben altre prospettive. Ma del senno di poi son piene le fosse.

L’unica vera certezza che posso trarre è che, dal punto di vista dei francesi, la presidenza di Hollande è stata considerata disastrosa, tanto che il suo partito è stato praticamente cancellato.

Comunque, c’è poco da stare allegri. Macron farà la solita politica dei centristi, farà finta di fare innovazioni, ma sotto sotto non cambierà nulla, rappresenterà i poteri forti economici e continuerà a prendere ordini da Bruxelles. Potrebbe essere un Renzi alla francese, visto che, oltre tutto, ha la stessa età di quando il nostro è diventato capo del governo. Forse, però, il suo dichiarato europeismo potrebbe ritorcerglisi contro, visto che, seppure con sfumature diverse, tutti gli altri candidati si erano espressi contro questa Europa e, messi insieme, hanno raggranellato il 75% dei consensi.

La Le Pen, invece, mi lascia senza parole. Un paese dalle tradizioni politiche come la Francia non avrebbe mai – in teoria – potuto dar spazio a una candidatura così fortemente xenofoba e razzista come quella della leader del Front Nationale. Evidentemente qualche problema di cultura politica si sta verificando anche oltralpe.

Le previsioni dicono che vincerà a mani basse Macron, ma, dopo la vittoria di Trump… può succedere di tutto.

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