La grande risposta di Zagrebelski a un patetico appello di Scalfari

Su Repubblica di ieri 1 dicembre, Eugenio Scalfari ha rotto l’ormai antica tradizione di scrivere solamente di domenica (v. Il Quirinale tra Waterloo e Ventotene), anche se l’abitudine è ormai talmente inveterata che conclude il suo articolo con l’abituale augurio di buona domenica. Il tono è quello da ultima spiaggia: un appello quasi commovente a votare SI, anche se non si condividono appieno le motivazioni e i contenuti della riforma costituzionale.

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Foto di gruppo di confinati a Ventotene. Fra essi Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni

Soprattutto, Scalfari cita – secondo me molto a sproposito – il Manifesto di Ventotene (dove, ricordiamolo, si trova scritto nero su bianco: “La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l’emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni più umane di vita.” Chissà se i banchieri di JP Morgan hanno letto il Manifesto o hanno mai sentito parlare di Altiero Spinelli…), appellandosi a quei valori di unificazione dell’Europa che è molto difficile scorgere nell’attuale assetto istituzionale dell’Unione Europea. Poi, come tutti gli altri, cade in quello che pare essere l’unico argomento valido a favore del SI, ovvero che a votare NO ci si trova con Brunetta, Salvini, i futuri traditori del PS Bersani e D’Alema; l’accozzaglia, insomma. Certo, Scalfari lo scrive bene, ma il concetto è sempre quello.

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Altiero Spinelli nel periodo del confino

Però il fondatore di Repubblica se l’è andata a cercare, perché ha chiamato in causa nientepopodimeno che Gustavo Zagrebelsky, cercando di convertirlo (?) al fronte del SI proprio in dirittura d’arrivo. Il giorno dopo, cioè oggi, Zagrebelsky ha risposto, in maniera cordiale ma ferma (Chi piega la Carta alla lotta politica). Il costituzionalista associa lo spirito del Manifesto a quello dell’articolo 11 della Costituzione, che acconsente a limitazioni della sovranità italiana solo quando in gioco ci sono pace e giustizia, ovvero l’esatto opposto di quello che sta accadendo adesso, con i condizionamenti internazionali e dei cosiddetti poteri forti.

Sul tema “forte” (diciamolo, sull’unico argomento che i fautori del SI hanno per far valere le proprie ragioni), quello della cattiva compagnia che si batte per far vincere il NO insieme agli insigni costituzionalisti, ecc., Zagrebelsky dà quella che secondo me è una lezione di alta scuola in poche parole, invitando a non confondere la materia costituzionale con la lotta politica di ogni giorno. Si può concordare costituzionalmente e poi confliggere politicamente, per usare esattamente le sue parole.

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Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti

De Gasperi e Togliatti lavorarono assieme alla scrittura della Carta. Non per questo ebbero una convergenza politica, anzi.

Più mi dedico allo studio di questo argomento più mi convinco che dietro alla riforma costituzionale ci siano mostruosi interessi. Non ho chiaramente gli strumenti per identificare i nomi di chi sta dietro questa gigantesca operazione, ma so per certo che va contro gli interessi del popolo italiano, So anche che non basterà vincere il referendum, ma sarà necessario mantenere un altissimo livello di vigilanza, perché la guerra (politica, si intende) sarà ancora lunga, indipendentemente da chi vincerà questa battaglia.

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